Foto di Marco Ganassin
Situato all’interno della chiesa, il grande fondale in rilievo per il fonte battesimale di Franco Fiabane è un’opera di forte carica narrativa e spirituale. La scena raffigura Cristo nell’atto di battezzare un adulto inginocchiato, accompagnato da una madre che abbraccia il proprio bambino. Il gesto del versare l’acqua viene rappresentato con una delicatezza plastica che condensa al tempo stesso gesto sacrale, protezione e intimità.
La composizione sembra non corrispondere ad un’iconografia tradizionale e univoca del battesimo nella storia dell’arte cristiana: pur ricordando formalmente il battesimo di Gesù nel Giordano per mano di Giovanni Battista, il gesto di Gesù che versa l’acqua potrebbe rievocare il gesto battesimale compiuto da Cristo stesso. In quest’ottica, Gesù diventa simbolo della Chiesa che battezza, e nell’uomo che lo riceve può identificarsi ogni cristiano. La donna e il bambino potrebbero allora simboleggiare la Chiesa stessa, o la comunità che nutre la nuova vita nella fede.
L’opera nasce, come riporta lo stesso Fiabane in una testimonianza autografa, da un modello in creta realizzato con fatica durante i mesi estivi, poi colato in gesso e infine trasposto in marmo e granulato, tecnica che garantisce robustezza e al tempo stesso leggerezza esecutiva. La superficie finale, finemente trattata, gioca con la luce naturale proveniente da ovest e dall’alto, generando vibrazioni che potenziano il senso spirituale della scena.
Il bassorilievo si distingue per l’andamento verticale e la chiarezza compositiva: il Cristo benedicente si erge come figura guida, mentre i volti dei battezzati esprimono raccoglimento e dolcezza. Non si tratta, dunque, di un’iconografia rigidamente liturgica, ma di una narrazione “umana” del battesimo, inteso come atto comunitario e familiare. In questa scelta emerge nuovamente la vocazione narrativa e comunitaria della scultura di Fiabane.
Dal punto di vista formale, il suo linguaggio si fa qui ancor più rarefatto e controllato: i volumi ridotti all’essenziale, i piani semplificati fino a evocare una superficie di alabastro, come di figure scolpite nella luce. In questa composizione è possibile cogliere un’eco lontana dell’opera di Arturo Martini, soprattutto nello slancio ieratico e nella volontà di radicare l’epica nel quotidiano: l’opera di Fiabane testimonia, ancora una volta, la centralità della figura umana, una figura domestica, accolta, immersa nella spiritualità concreta del familiare.
Documenti di archivio
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Fondale del fonte battesimale
Chiesa della Beata Vergine Maria del Cammino
Autore
Franco Fiabane
Materiale
Marmo bianco misto a granulare di marmo
Dimensioni
3,70 x 3,40 metri
Anno di datazione
2005
Località
32036 Sedico, Mas – Peron, BL
Dove trovare l’opera
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