A pochi passi dal luogo della tragedia, dove il ricordo del fedele si confronta con il silenzio imponente della montagna e la traccia indelebile del disastro, sorge anche una piccola cappella commemorativa che ospita una scultura in cemento di Sant’Antonio da Padova, anch’essa opera di Franco Fiabane.

Collocata all’ingresso della chiesetta e del vicino museo, l’opera assume un ruolo liminare, quasi di segnalazione di un bivio d’accesso. Un “punto di riferimento biblico”, così come è stato descritto dalla stampa locale, che è anche un invito a rinnovata speranza tanto per l’abitante quanto per il visitatore occasionale.

Il Sant’Antonio di Fiabane è rappresentato nell’atto di proteggere un bambino fragile, esanime, abbandonato tra le sue braccia. Il gesto, affettuoso e al tempo stesso composto, richiama direttamente l’iconografia cristologica della Pietà e diventa allegoria della cura, dell’accoglienza, della fede che raccoglie e protegge anche nelle situazioni di più aspra disperazione.

Realizzata in cemento, materiale povero ma duraturo, la statua assume l’aspetto quasi litico di una presenza scavata nella materia viva della montagna, in forte risonanza con il paesaggio circostante e con la stessa architettura della chiesa progettata da Giovanni Michelucci, pensata come una barca di salvataggio.

La superficie scabra, non rifinita, accentua la drammaticità contenuta dell’opera, coerente con la cifra espressiva più intima di Fiabane: la ricerca di un’espressività trattenuta, non declamata, ma salda e intensa. Il modellato essenziale, quasi scabro, mostra inoltre quell’attenzione più volte dimostrata per la sintesi plastica e la coerenza tra materia e forma. La figura risulta così costruita per piani inclinati, con reminiscenze arcaiche che si fondono con l’eredità della plastica novecentesca.

Fiabane affida qui al cemento il compito di farsi pietra fondativa, richiamando la celebre immagine scritturale del Cristo come “pietra viva” (1Pt 2,4-5). Una metafora che risuona potentemente in questo luogo, dove la devastazione dell’acqua ha infranto le fondamenta della vita e l’arte si pone come argine alla dimenticanza.

Sant’Antonio da Padova
Cappella commemorativa,
Longarone

Autore
Franco Fiabane

Materiale
Cemento

Anno di datazione
1971

Località
32013 Longarone – Cappella commemorativa

Dove trovare l’opera

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Scheda Tecnica

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Materiali di archivio

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