Foto di Marco Ganassin
Nel cuore di Piazzale Cesare Battisti, non distante dal Monumento agli Emigranti, il Monumento agli Invalidi Civili, o del Lavoro, di Franco Fiabane si offre alla vista come una scultura compatta, fortemente simbolica, interamente ricavata in una pietra di San Gottardo dalla delicata tonalità paglierina. L’opera è un gruppo scultoreo a tutto tondo, composto da tre figure strettamente connesse tra loro: si riconoscono in esso un uomo, una donna e un bambino.
Fiabane ha voluto trattare qui il tema doloroso evocato dal titolo raffigurando un nucleo familiare raccolto, in cui le posture si fondono in un abbraccio plastico e saldo. Il padre sovrasta e protegge il gruppo, mentre la madre, con sguardo rivolto verso il basso, accoglie e sostiene il piccolo, che a sua volta si aggrappa fiducioso a lei. Non si tratta di una scena domestica idealizzata, bensì del racconto di una possibile forma di resistenza all’interno del nido della famiglia: l’uomo è segnato da una menomazione fisica, e proprio da questa condizione prende senso l’intera composizione, senza retorica e con responsabile sobrietà.
La pietra è trattata a punta e bocciarda, con un gioco calibrato di pieni e vuoti che restituisce volume senza appesantirla. Le superfici sono levigate quel tanto che basta a definire i piani corporei, senza mai indulgere nel dettaglio decorativo. La composizione suggerisce un movimento che parte dal dolore e si risolve nella vicinanza, un crescendo emotivo che trova eco nella stessa materia scolpita, con quella ruvidità viva che rimanda al lavoro e alla fatica quotidiana.
Voluta dalla sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro, la scultura è formalmente dedicata a tutte le vittime di infortuni sul lavoro. Come dichiarato dallo stesso artista in un articolo del tempo: «Il soggetto vuole rilevare l’impegno costante dei genitori per i figli, per crescere e vivere meglio. Dove, in alcuni sfortunati casi, uno dei due subisce un’invalidità o una mutilazione, può contare sempre nell’aiuto della propria famiglia».
Ed è proprio questo il centro emotivo dell’opera: l’assenza di patetismo, l’affermazione di una solidarietà concreta, quotidiana, scolpita nella pietra con equilibrio e rispetto. La scultura si inserisce in piena continuità con il linguaggio espressivo di Fiabane, che anche in quest’opera fa emergere la sua attenzione costante per l’umano, per la sua dignità, e per la memoria civile come caposaldo della continuità della sua comunità.
Monumento agli invalidi civili
Piazzale Cesare Battisti | Belluno
Autore
Franco Fiabane
Materiale
Pietra
Anno di datazione
2002
Località
32100 Belluno – Via Segato/Piazzale Cesare Battisti
Dove trovare l’opera
Seguite le indicazioni della mappa e organizzate il vostro percorso di visita all’opera.








