Foto di Marco Ganassin

Inaugurato nell’agosto del 1987 in occasione delle celebrazioni dedicate alla Madonna del Piave, il portale bronzeo di Franco Fiabane per la chiesa di Caorera si inserisce nella produzione più rappresentativa dell’artista, capace di intersecare con sapiente compostezza episodi della storia più recente a simboli di sacralità imperitura. L’opera è composta da due battenti bronzei, benedetti per l’occasione da Monsignor Antonio Gregori, e progettati con il sostegno iconografico del parroco don Luigi Dalla Longa.

Fiabane sviluppa qui un racconto a rilievo in tre registri orizzontali, ognuno connotato da una forte valenza storica, spirituale o identitaria. La porzione superiore di destra, dominata dalla figura della Madonna del Piave, raffigura l’abbraccio tra due combattenti di schieramenti opposti come segno di riconciliazione e di pace. Si tratta di un riferimento evocativo ad un episodio realmente avvenuto nella Grande Guerra, quando una statua della Madonna, requisita per essere fusa, fermò la sua corsa verso la distruzione a causa dell’avaria del carro sul quale veniva trasportata, suscitando pietà e consenso unanime.

Nella fascia centrale, l’artista affronta il tema, a lui molto caro, dell’emigrazione: le figure in marcia e il gesto di disperazione delle donne con bambini evocano, a cavallo tra i due battenti, scene di partenze dolorose, solitudini attese e flebili speranze. Subito sotto, nella fascia inferiore, scene raffiguranti la produzione di carbone dolce ed il lavoro dei “poiat”  restituiscono con energia plastica la fatica della montagna e i mestieri della sopravvivenza, segnati dalla dignità del lavoro umile, ma necessario.

Sul lato sinistro, nella parte alta, sono scolpiti San Gottardo, patrono di Caorera e protettore degli zattieri, e Santa Barbara, guida di minatori e artificieri: entrambi santi di popolo, radicati nella tradizione locale. Le due figure emergono con compostezza ieratica, come colonne morali e protettive, accanto alla Madonna e ai soldati riconciliati del battente destro, a conclusione del registro superiore.

L’intero portale è dominato da uno stile coeso, che fonde un modellato plastico vigoroso con uno spiccato senso del racconto. Le figure, radicate nell’ambito contadino e montano, superano l’aneddotica per entrare nella sfera del simbolico. Le scene, disposte senza cornici divisorie, scorrono come una narrazione continua, in un’epopea visiva della fatica, della fede, della migrazione e della speranza. Al centro, a unire le due ante, due simboli eucaristici – il grappolo d’uva e il fascio di spighe – fungono da maniglie del portale.

La scelta del duttile bronzo consente all’artista di variare la profondità del rilievo con grande finezza, alternando zone più scabre a passaggi levigati, sottolineati oggi dalla tipica ossidazione color verde rame. Fiabane si misura qui con un genere che affonda le sue radici nella grande tradizione medievale e rinascimentale, richiamando implicitamente modelli altissimi come le porte di Ghiberti per il Battistero di Firenze o quelle di Monreale, con una sensibilità narrativa e popolare che guarda alla Porta della Morte di Manzù in San Pietro.

L’artista, come già altrove nella sua produzione (si pensi al portale bronzeo di Lentiai), si appropria della tradizione per restituirla in forme nuove, capaci di esprimere al tempo stesso memoria storica e tensione spirituale. In calce, l’iscrizione che percorre l’architrave dei battenti è programmatica: «Le immagini di questa porta vogliono ricordare ai posteri i valori che sono stati ragione di vita e di speranza per le genti di Caorera». Un’opera sobria e intensa, che narra la storia di una comunità attraverso i volti, gli episodi ed i simboli che più la rappresentano.

Documenti di archivio

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Portale
Chiesa Parrocchiale di Caorera, BL

 

Autore
Franco Fiabane

Materiale
Bronzo

Dimensioni
2,10 × 1,50 m

Anno di datazione
1987

Località
32030 Caorera, Belluno

Dove trovare l’opera

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Scheda Tecnica

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Materiali di archivio

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