Foto di Marco Ganassin

La Via Crucis realizzata da Franco Fiabane per la chiesa di San Giovanni Bosco a Belluno si compone di sedici formelle in duralbo bianco pigmentato e patinato, ciascuna della dimensione di 100×100 centimetri, completate dalle scene della Resurrezione e della Pentecoste. L’artista sceglie di seguire il modello liturgico introdotto da Giovanni Paolo II per la Via Crucis del Colosseo, restituendo un racconto fedele ai testi evangelici, incentrato sui momenti fondamentali della Passione e del compimento della storia della salvezza.

Le formelle sono collocate lungo le stesse campate che ospitano le Beatitudini pittoriche: due per ogni campata, alloggiate in appositi incavi murari, in modo da non alterare la continuità del ciclo e conservare un equilibrio tra pittura e scultura. L’effetto d’insieme è quello di un’integrazione sobria, in cui le due narrazioni – la parola di Cristo e il suo sacrificio – si specchiano e si completano visivamente.

Dal punto di vista stilistico, l’approccio di Fiabane è coerente con la sua formazione scultorea e con il suo linguaggio maturo. Alternando il basso, medio rilievo e il tutto tondo, le scene sono impostate con rigore compositivo e chiarezza narrativa: i corpi sono saldamente ancorati allo spazio, trattati con volumi ampi ma mai appesantiti, mentre i panneggi, le espressioni e le forme anatomiche particolareggiate conferiscono al rilievo un respiro monumentale anche nella scala contenuta della formella.

Nella formella dedicata alla Deposizione, ad esempio, il corpo di Cristo è sostenuto dalle due figure tese nello sforzo, in una diagonale che attraversa la scena e ne accentua la drammaticità. Lo slancio corporeo è studiato in funzione della caduta, ma anche del gesto protettivo. Così, nella formella del Cristo davanti a Pilato, il contrasto tra la verticalità del corpo di Gesù e l’atteggiamento chiuso, quasi difensivo, del governatore è risolto con grande controllo nel primo piano della scena, mentre sul fondo, appena inciso, un soldato appare introducendo la tensione della condanna imminente.

Anche nella formella della Pentecoste si ritrova la medesima chiarezza compositiva: la figura centrale della Vergine, assisa con gli occhi chiusi e il volto rivolto verso l’alto, è circondata dagli apostoli, raccolti in un gesto collettivo di stupore e preghiera. La disposizione circolare delle figure, unita alla simmetria dell’impianto, evoca l’unità spirituale dell’evento, mentre le fiammelle incise sopra ciascun capo alludono alla discesa dello Spirito, offrendo un punto di sintesi tra simbolo e narrazione.

Osservando, infine, gli studi preparatori dell’artista, come quello qui raffigurato del Rinnegamento di Pietro, è possibile notare il medesimo equilibrio tra linearismo e volume: le posture sono ferme, narrativamente efficaci, con un tratto enfaticamente grafico nella definizione dei panneggi, a suggerire l’origine sempre disegnativa delle soluzioni plastiche riversate nelle opere scultoree.

La scelta di un materiale monocromo e la patinatura tenue restituiscono all’insieme un tono di sobrietà che favorisce la meditazione, esaltando il valore simbolico delle scene senza ricorrere a retoriche visive. L’intera Via Crucis, pur nella sua intensità drammatica, si pone dunque in continuità con il linguaggio calmo e misurato tanto delle Beatitudini quanto dell’impianto decorativo dell’intera chiesa di San Giovanni Bosco.

Documenti di archivio

Esplora la documentazione di archivio relativa all’opera.

Via Crucis
Chiesa di San Giovanni Bosco

Autore
Franco Fiabane

Materiale
Cemento Duralbo pigmentato e patinato

Dimensioni complessive
100×100 cm l’una

Anno di datazione
1999

Località
32100 Belluno – Piazza S.Giovanni Bosco, 18

Dove trovare l’opera

Seguite le indicazioni della mappa e organizzate il vostro percorso di visita all’opera.

Scheda Tecnica

Scarica la scheda curatoriale della Via Crucis.

Materiali di archivio

Accedi alla sezione per consultare il materiale documentale della produzione dell’artista.