Foto di Marco Ganassin

Il complesso scultoreo, composto da due pannelli in bronzo montati ad angolo su un basamento murario in pietra, rappresenta l’episodio evangelico dell’incontro tra Gesù e una donna Samaritana. Il soggetto narra della sosta di Cristo al pozzo di Giacobbe durante un viaggio. Qui Cristo avrebbe chiesto da bere alla donna, dando inizio ad un dialogo spirituale tra due mondi allora divisi (giudei e samaritani), che si traduce nella rivelazione della “vera acqua” che dà la vita eterna.

Gesù, nel chiedere da bere, sovverte ogni barriera culturale e religiosa: si rivolge a una donna – in un’epoca in cui il dialogo pubblico tra uomini e donne era limitato -, per di più appartenente a una comunità ritenuta eretica dai giudei. In questo contesto il messaggio di Cristo acquista una forza dirompente. Il pozzo, la fontana, diventa il luogo della rivelazione: Cristo si rivela alla Samaritana come il Messia, e a lei è concesso di diventare testimone della Buona Notizia presso il suo popolo.

Il pannello di sinistra mostra la Samaritana in piedi, in atto di allontanamento, con una brocca in braccio, i capelli mossi dal vento, ed il panneggio nervoso della veste che segue il movimento del corpo. A destra, Gesù è raffigurato seduto, con la mano destra sul cuore e la sinistra adagiata su una roccia, intento a parlare. Il volto è rivolto verso la donna, e le sue vesti, articolate in pieghe dinamiche, sottolineano la sua autorevolezza spirituale. Sopra la figura di Cristo, l’artista ha inciso la citazione evangelica centrale dell’episodio:

“Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna.” (Gv 4, 13-14)

Collocata accanto a una fontana, l’opera assume una chiara valenza simbolica: l’”acqua viva” di cui parla Cristo è anche qui materialmente presente, zampillante. L’opera è concepita dunque come catechesi visiva e materiale; immersa nel paesaggio dolomitico, essa esalta, come richiamo immanente all’episodio sacro, l’incontro tra il divino e l’umano.

Il materiale bronzeo, con la sua naturale patinatura verde, rafforza inoltre la sensazione di permanenza e sacralità, fondendosi con il paesaggio naturale circostante. Incastonata tra le rocce, la composizione dei due pannelli richiama visivamente una porta o un libro aperto: un invito alla contemplazione del messaggio evangelico, alla riflessione sul valore della parola e della sete spirituale.

Gesù e la Samaritana
Costa di Falcade

Autore
Franco Fiabane

Materiale
Bronzo

Anno di datazione
1991 (incisa)

Località
32020 Falcade, BL – Via Costa, a ridosso di una fontana

Dove trovare l’opera

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Scheda Tecnica

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Materiali di archivio

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