Foto di Marco Ganassin
Il monumento dedicato a San Leopoldo Mandić prende forma a partire da un grande blocco di pietra naturale del Cansiglio, scelto dall’artista per la sua essenzialità e per quella qualità di purezza che Fiabane sentì immediatamente affine alla figura del santo. Come egli stesso ricordò, l’immagine si impose fin da subito nella sua mente come la più adatta per dare forma a quel masso silente conservato nel giardino di casa: nella parte più alta del monolite il santo, e tutt’intorno, negli spazi lasciati liberi dalla pietra, i momenti più significativi della sua vita e della sua missione.
La figura di Leopoldo emerge dunque nella sommità del blocco, in posizione dominante ma non enfatica: un frate minuto, raccolto, con il bastoncino, restituito nella sua dimensione quotidiana e umile, così come era percepito dai fedeli padovani. Attorno a lui si sviluppa una narrazione continua, articolata in una serie di episodi scolpiti in bassorilievo che illustrano i tratti fondamentali del suo carisma spirituale.
Tra questi, assume particolare rilievo il riferimento alla vocazione ecumenica, sintetizzata anche dal motto inciso sulla pietra, «Unus Pastor et unum Ovile», che esprime l’ideale di unità tra i cristiani al quale Leopoldo consacrò la propria vita. In questa prospettiva si inserisce anche la scena dell’abbraccio tra Paolo VI e il patriarca Atenagora, evocazione simbolica del dialogo tra Chiesa cattolica e Chiese orientali.
Accanto a questo nucleo tematico si dispongono le immagini legate al ministero quotidiano del santo: la lunga attività nel confessionale, cuore della sua esperienza religiosa, resa come luogo di ascolto e riconciliazione; la visita e la cura dei malati, che testimonia l’attenzione concreta verso la sofferenza fisica e spirituale; i gesti di penitenza e di carità, che restituiscono una vita interamente spesa per gli altri. Completa il percorso la presenza della Madonna, cui Leopoldo era profondamente devoto, qui evocata come figura di riferimento costante nella sua esperienza interiore.
Questi episodi non sono separati in maniera netta, ma si susseguono e si intrecciano sulla superficie della pietra, come parti di un’unica vicenda spirituale. La narrazione si sviluppa nel consueto “levare michelangiolesco”, in modo circolare e continuo, invitando lo spettatore a girare attorno al monolite e a ricomporre, passo dopo passo, il senso complessivo dell’opera e della vita del santo.
Il monumento si configura quindi non solo come celebrazione della figura di Leopoldo Mandić, ma come sintesi visiva del suo messaggio: una vita interamente dedicata alla riconciliazione, all’unità e alla cura dell’uomo. In questa fusione tra racconto e materia, Fiabane traduce in forma scultorea un’esperienza spirituale che si apre a una dimensione universale ma si radica profondamente nella semplicità, secondo la lezione dei Cappuccini che lì, nel Santuario alle spalle della scultura, conducono un’esistenza ad essa votata.
Documenti di archivio
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Monumento per San Leopoldo Mandić | Padova
Autore
Franco Fiabane
Materiale
Pietra del Cansiglio
Dimensioni
Altezza 3m
Anno di datazione
2003
Località
35123 Padova – Piazzale Santa Croce, 44
Dove trovare l’opera
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