Foto di Marco Ganassin

Lavorato a grezzo con pietra proveniente da Castellavazzo, una frazione di Longarone, nel Bellunese, il porta-leggio realizzato da Franco Fiabane nel 1974 per la chiesa parrocchiale di Gosaldo si impone nello spazio sacro con la forza quieta di una presenza antica. Una figura umana emerge dalla materia naturale come a sorreggere, con gesto solenne e devoto, il piano destinato alla proclamazione della Parola sacra.

La liturgia viene così sostenuta non solo fisicamente ma anche simbolicamente da un’umanità partecipe, incarnata in questo corpo nudo e forte, fatto della stessa pietra del paesaggio che lo circonda. Osservando l’opera più da vicino, è possibile notare come le mani levate della figura si ergano a ponte fra dimensione terrena e celeste, mentre il suo volto, rivolto verso l’alto, reca lo sguardo assorto di chi accoglie e custodisce un mistero.

Fiabane dimostra qui, ancora una volta, la sua fedeltà alla lezione michelangiolesca della forma che scaturisce dalla materia, “cavata” con pazienza e rispetto come da un corpo vivente. Le superfici ruvide e vibranti, incise da una danza di segni che restituiscono vita e movimento alla materia inerte, dialogano con quelle più levigate, in una tensione di vuoti e pieni che è ormai tratto distintivo del suo linguaggio.

Dal punto di vista stilistico, la struttura del manufatto richiama apertamente modelli antichi, se non propriamente arcaici, con evidenti echi michelangioleschi nella potenza del corpo che si fa architettura. Al contempo, tuttavia, esso si collega alla poetica di scultori contemporanei suoi conterranei come il trevigiano Arturo Martini o il padovano Marcello Mascherini, che a quest’ultimo si ispirava, per la spiritualità concreta e intensamente umana che traspare dalle forme, talvolta volutamente lasciate approssimative.

Come in altre opere di Fiabane, dal Monumento ai Caduti per l’Ideale di Soverzene al fregio del Santuario della Madonna delle Grazie a Rocca Pietore, il gesto della figura scolpita non è mai puramente plastico, ma sempre profondamente narrativo e simbolico: qui, la scultura non accompagna semplicemente l’azione liturgica, ma la esprime con una voce propria, incarnandone il senso attraverso la forma.

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Porta-leggio
Chiesa parrocchiale di San Giacomo, Gosaldo BL

Autore
Franco Fiabane

Materiale
Pietra di Castellavazzo

Anno di datazione
1974

Località
32020 Gosaldo, Belluno

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Scheda Tecnica

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